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(Foto Paolo Gallo)


Festa di San Sebastiano

Quello di San Sebastiano è un culto antichissimo: fu scelto dalla Chiesa cattolica come “depulsor pestis” e si diffuse maggiormente nei secoli XV e XVI. La relazione tra il Santo e la peste fu inizialmente del tutto casuale e legata soprattutto alla leggenda del Suo martirio avvenuto con le frecce.
La freccia come sinonimo di peste è una simbologia passata dal paganesimo al cristianesimo.
Il culto di San Sebastiano risalirebbe nella provincia di Siracusa al 1414, anno in cui fu ritrovata una sua statua, sulla scogliera dell’antico porto Trogilo, oggi Stentino nel territorio di Melilli.
La tradizione narra che la statua del Santo fu trovata intatta sotto le macerie della chiesa distrutta dal terremoto del 1693, i fedeli, colpiti da tale evento, gridarono al miracolo e lo elessero “Protettore” della popolazione. Fino agli anni 40 era diffuso il rito della deposizione della Reliquia, contenente i frammenti del corpo del Santo all’interno di un ostensorio, che veniva traslata dalla chiesa a casa di persone malate e posta al loro capezzale.
Nonostante il tempo abbia modificato in parte le tradizioni, oggi come nel passato elemento portante della festa è la devozione, cioè il persistere ed il rinnovarsi di un forte sentimento religioso, vissuto come unica forza in grado di risolvere i problemi.
Il tempo festivo delle celebrazioni in onore di San Sebastiano va dall’8 al 10 agosto, più il giorno dell’ottava.
Ad organizzare i festeggiamenti è un apposito comitato, presieduto dal parroco, che si occupa della raccolta di denaro “questua”per il paese, di scegliere l’illuminazione artistica per il quartiere, le bande musicali e il fuochista.
Il Triduo della festa inizia l’8 agosto, con la tradizionale “serata alla villa”: nel giardino pubblico orchestre musicali, bancarelle, palloncini colorati e altre attrazioni allietano la serata.
Il 9, la “vigilia”, nella tarda mattinata, rigorosamente a porte chiuse, viene “vestito” il simulacro del santo per prepararlo alla svelata. Il pomeriggio il Giro di Gala, un caratteristico corteo, gira per il paese, annunzia l’inizio della festa. In serata il momento più emozionante: la “sciuta ra cammira”, sulla nicchia dell’altare appare il simulacro, accolto dalle grida osannanti e dalle preghiere dei devoti, momento accompagnato da bombe e da un lungo suono di campane.
Il 10 all’alba 21 colpi di cannone annunciano il giorno della festa. Di buon mattino il comitato gira per il paese trainando un carretto in legno per raccogliere il pane, le caratteristiche “cuddure” , che al termine della raccolta vengono benedette dal parroco e poi distribuite alla gente. Nella mattinata si svolgono le varie celebrazioni, fino alle 12,30 quando un colpo di cannone avverte che manca mezzora all’uscita del santo. Alle 13, infatti, una grande folla riunita in piazza attende con emozione la “sciuta”. Tra una moltitudine di “’nzareddi”, strisce di carta colorata, e di fuochi di artificio, dalla chiesa appare la “vara” con la sacra reliquia, e poi la secentesca statua del santo sulla “Vara” a baldacchino, portata a spalla nuda dai devoti, che in questo modo sciolgono un voto per grazia ricevuta. Seguono il corteo le donne in viaggio “scauso”. Durante il tragitto vengono spogliati e alzati davanti al santo bambini piccoli, che vengono affidati alla protezione del santo. Intorno alle 14,30 lungo la ripida salita di via Fiume Grande avviene la suggestiva catena umana: si forma un “cordone” di braccia che tirano la “Vara”tra gli applausi e gli incitamenti della gente.
In serata il simulacro del Santo, posto su carro trionfale, viene portato in processione per le vie principali del paese e, raggiunta la piazza, uno spettacolo pirotecnico conclude il giorno di festa.
Per i più la festa termina, ma molti devoti continua, partecipando alle celebrazioni dell’ottavario che si conclude il 17 sera con la processione del santo sulla caratteristica “vara che ciancianeddi” e con la velata del santo nella sua “Cammira”, dove sarà conservato fino al 19 gennaio dell’anno successivo per la festa invernale, in cui si commemora il martirio di San Sebastiano.

info: www.sansebastiano.org



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