
un
giorno a Palazzolo Acreide..
Dall’alto del massiccio Ibleo, in
uno scenario di arcaica bellezza, che ben integra gli insediamenti
più recenti con i resti dell’Antica Akrai e della
Palatiolum medievale con le ricostruzioni barocche e liberty
del XVII e XVIII sec., si estende la splendida cittadina di
Palazzolo Acreide.
Dalla sommità dell’Acremonte scendiamo più
giù e tra le varie terrazze, vicoli e casette si scorgono
le prime bellezze architettoniche.
La Chiesa dell’Immacolata, dalla facciata convessa,
unico esempio del paese, che custodisce al suo interno opere
interessanti quali la Madonna della Grazia, opera del Laurana.
Ci immettiamo lungo la via principale, Corso Vittorio Emanuele
III, costeggiata dai palazzi nobiliari più belli, Palazzo
Pizzo, Palazzo Puglisi, Palazzo Judica, e arriviamo alla piazza
più importante del paese dove sacro e profano si incontrano
nella magnificenza della Chiesa di San Sebastiano, dalla fastosa
facciata a tre ordini sobriamente ed elegantemente lavorata,
preceduta da una scenografica scalinata che introduce nello
splendido interno a tre navate su cui domina l’altare
maggiore con i suoi bei marmi e le belle statue in stucco,
e l’imponenza del Palazzo di Città, caratterizzato
da una struttura architettonica classicheggiante e dalle decorazioni
di stile liberty.
Allontanandosi dalla piazza si scende verso l’antico
quartiere medievale percorrendo la parte settecentesca della
via Garibaldi, antica arteria principale, dove si incontrano
il Palazzo Ferla, e un’austera costruzione, Palazzo
Caruso, sormontata da uno splendido e lungo balcone raffigurante
mascheroni e animali mitici di significato allegorico, detti
in dialetto “cagnoli” caratteristici di tutti
i palazzi barocchi dell’area.
Sempre sulla stessa via ma nascosta in una piccola piazzetta
c’è la Chiesa di Sant’Antonio Abate, che
nasconde delle peculiarità interessanti all’interno
in contrasto con la semplicità estrema della facciata.
Alla fine della strada sull’altra grande piazza, si
apre, quasi nascosta nella sua magnificenza, la Chiesa di
San Paolo, modello della facciata barocca alla siciliana dall’ampia
scalinata a due rampe e l’ampio portale di bronzo raffigurante
e le scene della vita del Santo Patrono del Paese, San Paolo,
che si apre sulle tre navate della chiesa impreziosite dalla
ricchissima volta.
Fra i palazzi che attorniano la basilica si distingue Palazzo
Zocco, la cui importanza si deve alle mensole della balconata
centrale.
Proseguendo verso i quartieri detti di “Castelvecchio”
e dello “Spirito Santo”, in cui ancor oggi si
possono individuare i ruderi del Castello dei baroni ed il
borgo con le sue viuzze che scorrono concentriche e parallele
alla residenza baronale, ci troviamo di fronte la più
antica e grande chiesa di Palazzolo, la Chiesa Madre, dall’anonima
facciata ma dalla straordinaria bellezza interna data dai
suoi pilastri e altari laterali che circondano tutta la chiesa.
Nelle vicinanze, troviamo la Chiesa dell’Annunziata,
che affascina per la bellezza del suo portale adornato da
due colonne tortili riccamente decorate con frutta e figure
antropomorfe.
Risalendo per la via “scalilli”, arriviamo nella
parte superiore della città dove si trova la Chiesa
di San Michele, che ha riacquistato l’antica bellezza
dopo il restauro a causa dei danni del terremoto del 1990.
Nell’adiacente quartiere Orologio, all’interno
di un antico palazzo baronale del XVIII sec. si trova la Casa
Museo di A.Uccello, in cui l’etnologo ha raccolto oggetti,
strumenti e tradizioni della cultura contadina siciliana.
Nella parte bassa della cittadina vi è la Villa Comunale
, inserita nei giardini storici d’Italia per la varietà
delle colture e per le sculture al suo interno.
La città rappresenta quindi un modello di continuità
dello sviluppo creativo nel corso dei secoli che ama vivere
di questo amalgama.
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